I Muri e le Porte
Dzëimbër 2015
Il Grande Inganno
Per arrivare a un certo grado di potere bisogna sicuramente essere molto intelligenti: non bastano le raccomandazioni o le “sponsorizzazioni”, anche se…. ci vogliono anche quelle.
Magari, possiamo considerare diversi tipi di intelligenza: c’è quella scolastica, quella orientata alle materie scientifiche, quella che emerge più nelle attività pratiche o nelle arti figurative.
Ciascuno ha la sua propensione. Il suo tipo di intelligenza.
I nostri riveriti Potenti, “Alti Ingegni”, espressione di potere materiale o spirituale, devono avere una intelligenza loro particolare, una intelligenza “politica” che li spinge a ritenere che i loro governati siano facilmente influenzabili, facilmente gestibili.
Quando però certe persone di grande potere, politico o religioso, ci fanno certi discorsi, siamo sicuri che la loro intelligenza, pur anche”politica” sia stata attivata?
Pensano di poterci ingannare, cosa poco intelligente, solo perché i discorsi che fanno provengono da “Sì Alti Ingegni”?
Qualche volta ci riescono anche, ma c’è un limite a tutto!!!
E veniamo al dunque.
E’ un imperversare in provenienza da più “Alte Intelligenze”: specificatamente e particolarmente il Presidente Mattarella e Papa Francesco, a esortare noi, poveri cittadini, comuni mortali già bisognosi di tante cose, ad “abbattere i muri” ad “aprire la porte”. E, mi pare, non solo in senso figurato.
Certo sono esortazioni “a effetto”.
Ma siamo sicuri che ce la contino giusta?
La prima cosa che mi viene in mente è una semplice domanda: ma perché ci sono i muri? Perché ci sono le porte?
Semplice: per proteggerci da agenti inappropriati che ci possono causare dei danni.
E quando parlo di danni, intendo un universo variegato di elementi che possono danneggiarci: a partire dal freddo invernale, per continuare con la possibilità che in casa nostra si introducano ladri o peggio; o anche solo muri e porte per proteggere la nostra intimità familiare, sia in senso fisico che morale.
La famiglia, ci ricordano sovente, è la base su cui costruire una vita e una società produttiva, che guardi serenamente al futuro, con tanta voglia di fare e di progredire.
E si, cari signori; i muri e le porte servono. Guai se non ci fossero.
Non esisterebbe più “la famiglia”.
Dentro le nostre case, nella nostra intimità domestica ci sentiamo tranquilli, proprio perché ci sono i muri; ci sono le porte, che apriamo solo per far entrare persone amiche; persone che pensiamo ci vogliano almeno un po’ di bene, o che riteniamo possano, in qualche modo, arricchire oltre alla loro esistenza anche la nostra vita, sia materiale che intellettuale.
Altrimenti guai: ci esporremo alla barbarie, alla violenza, anche spirituale.
E qui sta il “grande inganno”.
Questi “Illuminati Ingegni” ci dicono di abbattere i muri, di aprire la porte senza alcuna riserva.
Non ci dicono di far attenzione a chi possa entrare! Va tutto bene: barbari, sciacalli …e grande freddo morale.
Perché ci esortano a certe cose? Forse perché ci vogliono bene? Mah!
Non bisogna mai dimenticare che, se vogliamo progredire, dobbiamo avere delle basi su cui poggiare, sia in senso fisico che spirituale.
Ovvero il pane per nutrirsi, una scala di valori morali e una cultura a cui riferirsi.
Se indiscriminatamente abbattiamo muri e apriamo porte perderemmo tutto, alla prima ventata. Anche la possibilità di far del bene al “prossimo” che magari si trova in difficoltà.
Non è rinunciando alla nostra identità culturale che riusciremo a produrre un futuro migliore per noi o anche per altri. Tutto al contrario!
Quindi, dobbiamo difenderci in modo deciso da chi cerca di rapinarci materialmente e spiritualmente.
Altrimenti per noi non ci sarà futuro.
E neanche per i nostri figli.
E se non ci sarà futuro per le nostre famiglie non ci sarà sicuramente neanche per chi vuole vivere alle nostre spalle.
Se vogliamo aiutare qualcuno, potremo farlo solo se avremo le risorse necessarie.
Per questo penso che chi ci invita ad “abbattere i muri” ad “aprire le porte” ci stia proponendo un inganno grossolano.
Basandosi esclusivamente sulla nostra creduloneria.
Forse avranno qualche finalità “politica”?
Cosa vuol dire quando ci invitano alla “globalizzazione”? Rinunciare alla nostra identità, ai nostri valori? Per che cosa?
No, Signori. Teniamoci i nostri muri, custodiamo la nostra identità, anche culturale, che già fatica ad affermarsi in modo positivo, perché anche all’interno delle nostre case non sempre le cose sono felici; non sempre tutto va bene. Abbiamo già da lottare per progredire, anche se protetti da muri e porte. Non privateci anche di queste difese.
Difese che abbiamo costruito con grandi sacrifici: “col sudore della fronte”!
Nulla ci è stato regalato!
Perlomeno c’è una cosa che possiamo noi regalare a chi non ha muri, a chi non ha porte.
Il pensiero e l’esempio che, impegnandosi, possono costruirsi anche loro muri e porte per un loro futuro migliore.
Non venendo ad approfittarsi dei nostri beni primari, delle nostre sudate speranze.
Non ascoltiamo più questi inviti ad “abbattere”, a depauperarci.
Abbattendo si producono solo grandi guai. Non si costruiscono valori.
Tutto ciò non vuol comunque dire di mancare di sensibilità verso chi ha magari dei grossi problemi di sopravvivenza.
Io, per quanto mi riguarda, e in base alle mie limitate risorse, mi sentirei comunque di aprire le porte (non di abbattere i muri) di casa mia per esercitare la cristiana virtù della Carità.
Ma non in modo indiscriminato, per evitare i problemi evidenziati più sopra: ma accettando di far entrare in casa mia solo chi si dimostri rispettoso della mia accoglienza; che non entri per distruggere la mia famiglia e la mia cultura; che non voglia insinuarsi in casa mia per impormi le sue regole, e magari ladramente vivere alle mie spalle. Chi desideri entrare in casa mia non deve trincerarsi dietro sbandierati diritti, supposti “a priori”. Non deve entrare per imporci qualcosa di non nostro. Deve invece dimostrare, anche in modo tangibile, magari collaborando ai progetti familiari, che mi è riconoscente per il mio operare.
E prima di entrare chiedere: “Permesso?”
Certe volte un “Grazie” detto col cuore sa fare miracoli.
Per cui, questi “Alti Ingegni” , invece di esortarci ad “abbattere”, esercitino quella che dovrebbe essere la loro vera funzione: ovvero aiutarci a costruire un futuro prospero: per noi, per le nostre famiglie, per la nostra nazione.
In poche parole, per costruire un mondo migliore.