LA TORTURA DEL G8
Avril 2015
Ha fatto molto scalpore l’affermazione che la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, istituita nel 1959, ovvero molto prima dell’Unione Europea, e che dovrebbe essere già maggiorenne, quindi con pensiero meditato e possibilmente non esacerbato- ha decretato che durante il G8 di Genova del 2001 si compirono dentro la scuola A. Diaz di Genova degli atti di TORTURA.
La cosa ha evidentemente suscitato grande scalpore.
Ma: chi è stato… e perché?
Facciamo alcune riflessioni in merito.
Innanzi tutto, la “tortura” , termine che richiama il “torcere” fisico delle membra del soggetto, è di solito considerata un mezzo per estorcere confessioni, o attività di qualche sadico, maniaco che sia in condizioni patologiche. Non è possibile considerare “tortura” ogni atto anche di violenza fisica in genere. Altrimenti tutte le volte che si compiono azioni di forza fisica ci sarebbero dei torturatori. Magari anche per fermare un pazzo scatenato che possa nuocere a terze persone o a beni materiali.
In questo caso poi, si può pensare a un “torturatore”? Ne è stato individuato qualcuno? A me pare che ci fossero solo delle Forze dell’Ordine che cercavano di tutelare il diritto di tutti, anche dei Partecipanti al G8, a non essere vittime di azioni violente come le costrizioni esercitate dagli “agnellini” del Genoa Social Forum. Agli ordini del santissimo Vittorio Agnoletto.
Quindi mi pare di poter dire che, ancora una volta, a Strasburgo “l’hanno fatta fuori dal vaso”; peccato che quei Giudici siamo tutti noi a mantenerli: in qualunque azienda privata sarebbero già stati licenziati!
Andiamo avanti.
Forse (dico forse) le Forze dell’Ordine hanno esagerato nell’uso della forza fisica: non è sempre facile dosare esattamente le proprie azioni , spesso in casi di scontro fisico. Ma non eravamo forse tutti indignati per il comportamento degli adepti del Social Forum? Se avessimo avuto i nostri figli che frequentavano la scuola Diaz, ci sarebbe piaciuto che la stessa venisse espropriata e lordata da questa masnada di sfaccendati?
Lì c’era una cosa sola da fare: fare pulizia; in tutti i sensi.
Ognuno può esprimere il proprio disaccordo verso decisioni, anche infauste, che ci vengono inflitte grazie a governanti imbecilli o tendenziosi, ma l’unica forma di ribellione è quella pacifica, quella espressa con il proprio Voto Elettorale. Anche se non sempre ci è lasciato il diritto di espressione politica. Ma la battaglia deve per forza essere non violenta.
Io accetto la lotta violenta solo quando ci si trova in condizioni di indigenza assoluta, impostaci da tiranni, invasori e dispotici, che ci affamano, nel vero senso della parola. Alla Diaz non c’era nessuno che avesse fame di pane. Ritengo che questi dimostranti avversi al G8 avessero altri, inconfessabili scopi, mascherati dietro la parola Libertà.
E la Forze dell’Ordine hanno avuto purtroppo l’onere ingrato di bloccare e prevenire queste proteste, che nessuno si azzardi mai a definire pacifiche.
Ma il “buonismo” dello Stato Italiano è arrivato a un punto talmente ridicolo da sospendere dal servizio l’Agente Tortosa, solo perché ha dichiarato che lui non ha torturato nessuno!
Siamo a un bel punto!
Veniamo quindi a un altro ragionamento.
Le riunioni del G8 non hanno mai portato fortuna: senza commentarle tutte, in particolare mi sovviene quanto avvenuto alla Maddalena: milioni di Euro spesi inutilmente, per poi decidere di trasferire la riunione all’Aquila: ma per il bene di chi? Degli Isolani o degli Aquilani? Come si dice in gergo: “ma andate tutti a cagare!”
Le riunioni del G8 servono solo ad arricchire i “soliti noti”; a produrre spese pazze che non hanno alcuna utilità vera.
Per la Cricca dei Grandi Eventi l’importante è Spendere! Sempre e comunque. Chissà perché. E quanti indagati!
Dopo questi tristi incontri resta solo il deserto.
Non mi risulta che siano mai serviti a qualcosa.
Allora, da semplice contribuente, io sì vessato dallo stillicidio delle tasse inique, anche per pagare le riunioni del G8, provo a suggerire una soluzione: perché le suddette tristi riunioni del G8 non le fanno a Strasburgo? Lì c’è già tutto: strutture, sicurezza, funzionari, dattilografe. Così eviteremmo spese inutili e scandali sociali.
Forse è troppo facile.