DEFLAZIONE
Evviva!!!
Ancora una volta, non ce la contano giusta.
Il “gioco delle parti” si fa sempre più subdolo, e i media, schiavi di chi comanda, si adoperano in tutti i modi per nascondere il tranello.
Mi sto riferendo alle molteplici affermazioni di Mario Draghi, in primis, e di tutti i Governanti che gli fanno eco.
Tutti a dire che le economie dei diversi stati, per andare bene, dovrebbero essere assoggettate a un processo inflativo dei prezzi di circa il 2% annuo.
Da dove salti poi fuori quel 2% è già di per stesso un mistero (ma forse non proprio).
Facciamo un passo indietro nella Storia.
Nell’antichità, l’uomo coltivava la terra con la zappa. Poi è stato inventato il trattore, che ha molto agevolato la semina, e che ha permesso di ottenere raccolti più abbondanti con minor sacrificio. Il risultato praticamente immediato è stato che, per fare un esempio, il prezzo del grano, e quello conseguente del pane sono diminuiti, permettendo a più larghi strati della popolazione di sfamarsi.
Questa è deflazione.
In tempi più recenti, in epoca industriale, e con notevoli sacrifici economici e di ingegno, si è inventato il tornio, che ha permesso di produrre pezzi meccanici in modo meno costoso da quelli ottenuti con processi prettamente manuali. E così i prodotti derivanti, legati all’industria meccanica, hanno potuto diminuire di prezzo, ed essere accessibili a più persone, aumentando l’efficienza del lavoro e conseguentemente portare più efficienza nell’economia delle fabbriche, e quindi produrre maggior ricchezza, ovvero,in ultima analisi, agevolando la vita della gente.
Questa è deflazione.
Per farla breve, in un certo senso, il cammino dell’umanità è una ricerca volta a produrre maggior benessere per l’uomo, diminuendo il costo, “il sacrificio”, per produrre i beni necessari alla vita umana, in senso lato.
Detto in modo alquanto rozzo, ma sostanziale, possiamo quindi dare per scontato il fatto che gli investimenti pubblici e privati, sia materiali che di puro ingegno, rappresentino il necessario sacrificio per un futuro migliore: ovvero dare alla popolazione più cose e di migliore qualità a minor prezzo.
Questa è deflazione.
Ma adesso no.
Adesso vogliono convincerci che, perché le economie (il PIL) vadano bene, bisogna che i prezzi salgano.
Bisogna creare inflazione!
Un grande imbroglio!
Certamente, se i prezzi salgono –regime inflativo- ci sarà chi ci perde e chi ci guadagna.
A perderci sono sicuramente tutte le persone che percepiscono un reddito fisso: a esempio i lavoratori dipendenti o i pensionati, che, a parità nominale di retribuzione o pensione, vedranno diminuire il loro potere di acquisto.
A guadagnarci saranno le persone e gli enti, le società, che possono aumentare velocemente i loro ricavi e i loro utili, aumentando i prezzi praticati, anche se, per i motivi già esposti, le materie prime da loro impiegate verranno da loro acquisite a minor costo.
Ad esempio, i commercianti e i professionisti.
Vedi l'introduzione dell'Euro, che, grazie ai "carissimi" Prodi e Ciampi, che hanno definito, approvato la parità Lira/Euro, ha generato un processo inflattivo da lasciarci, a noi poveri cittadini solo più gli occhi per piangere.
Da sempre si cerca di evitare che sul mercato ci siano posizioni di monopolio, proprio per evitare che questo “ricatto” danneggi la popolazione, permettendo un aumento sconsiderato dei prezzi al consumo.
Ma adesso no.
Bisogna che la popolazione si sacrifichi, accettando un regime inflazionistico.
Per fare un esempio, io sono ben contento che il petrolio sia diminuito di prezzo, perché spenderò meno soldi per riscaldarmi: soldi che potrò magari spendere per altre cose. Se poi l’ENI farà meno utili, pazienza. Ma sarà una situazione che non riguarderà solo l’ENI, ma tutte le compagnie di prodotti petroliferi o energetici, che, anziché restare lì solo a incassare quanto la gente spende, con grande sacrificio, per le politiche scellerate dei Paesi produttori di petrolio e di metano, se vorranno continuare a fare utili dovranno industriarsi e “inventarsi” tecnologie più efficienti. Anche diversificando la loro offerta sul mercato.
Cosa che, per altro, stanno già intelligentemente cercando di fare.
Sperare che regimi inflattivi servano a salvare l’economia di un Paese è pura follia!!!!
E’ il mercato che fa il prezzo!
Innanzi tutto, il rincaro dei prezzi non farà altro che attirare ancor più sul nostro mercato quei produttori esteri che riescono a vendere i loro beni o servizi a valori più contenuti (es Cina, etc.), per cui le nostre aziende, anche a causa della spinta inflazionistica, vedranno diminuire il loro volume di affari e quindi saranno costrette a diminuire la loro produzione, e quindi a incassare di meno, anche se a valori unitari più alti e inflazionati. Ovvero, magari qualcuno potrà anche tirar giù i battenti, creando altresì disoccupazione, con evidenti risvolti negativi.
Ma, anche senza l’inserimento sul mercato di competitor esteri, dato che sono le persone a reddito fisso (quando c'è) quelle che rappresentano la maggior spesa in consumi, queste, in regime inflattivo, per il diminuito potere di acquisto, diminuiranno la loro domanda di beni e servizi: e quindi, come sopra, le società produttrici saranno costrette a diminuire il loro volume di produzione, etc.
In più, avendo dei prezzi aumentati, diminuirà la capacità delle imprese a presentare i loro prodotti in modo competitivo sui mercati esteri.
Per farla breve: l’inflazione, di per sè stessa, non serve a nessuno: non stimola la crescita, non ha mai creato maggior produttività nè maggior produzione, nè più posti di lavoro. Anzi, tutto al contrario; e ancor più se l'inflazione fosse dovuta a strumenti fiscali (IVA etc.).
Al contrario, un regime deflazionistico produce maggior benessere per la popolazione, aumentando la capacità di spesa della gente. E permette anche di esportare maggiormente i prodotti nazionali: valvola di sfogo, che da sempre permette di “salvare capra e cavoli”.
E penso che il compito di un Governo, per mezzo di leggi e investimenti pubblici, sia proprio anche quello di contenere e far diminuire i prezzi a cui la gente, i cittadini, devono comperare: prezzo che rappresenta il sacrificio compiuto dagli stessi cittadini per procurarsi le risorse per fare gli acquisti e soddisfare innanzi tutto i bisogni essenziali, primari per il vivere.
Ma allora, perché Mario Draghi, che è sicuramente più intelligente della media delle persone, ci invita a un regime inflazionistico? Perchè, penso volutamente, ci fa confondere la Causa con l'Effetto?
Ma è evidente: perché anche lui ha dei padroni!
Magari non proprio “visibili”, ma ci sono.
E chi sarebbero questi “Padroni”?
La risposta è facilissima: La Finanza. Quella con la F maiuscola!
Fino ad adesso abbiamo parlato di Economia, e non di Finanza.
In un regime inflativo chi ci guadagna sicuramente è il mondo della Finanza, per molteplici ragioni, legate al mondo della intermediazione, che non staremo ad analizzare; ma ricordiamo comunque, a titolo esemplificativo la determinazione dei tassi di interesse ( specie debitori) o l’andamento della Borsa Valori, che sono prerogative di personaggi non sempre molto virtuosi.
Ma la Finanza non ha mai salvato il mondo: qualche volta ha anche cercato di affossarlo. Ma, nel contempo, qualche finanziere si è sicuramente arricchito.
Quindi, caro Mario Draghi, non farci andare verso il baratro.
Ho anche una mia idea su quel famoso 2%. Secondo me rappresenta il limite massimo di inflazione attualmente sopportabile dalla popolazione prima di precipitare nel disastro economico dello Stato.
E allora….
Tutti a pregare che i prezzi diminuiscano!!!!
Viva la Deflazione!!!
Un invito.
Caro Mario Draghi, solo per una volta, permettimi, come si usa dalle mie parti di "Date dal Ti".
Questo, per invitarTi a venire a spiegare di persona alla gente che ha dei problemi ad arrivare a fine mese o a fronteggiare qualunque tipo di emergenza finanziaria che una inflazione annua del 2% all'anno; che al secondo anno cumulerebbe al 4%; al terzo anno al 6% etc., che il regime inflattivo è raccomandato perchè si realizzi la loro felicità economica; riescano a essere più costruttivi per loro e per i loro figli; a raggiungere la piena occupazione lavorativa... o si diminuiscano le tasse.
Poi vedremo in quali condizioni psico-fisiche riuscirai di nuovo a rifugiarti a Bruxelles!