SILVIO E LA PAZZIA

Agust 2013

Silvio Berlusconi, come imprenditore e come politico, ne ha fatte di tutti i colori. Non si è mai fermato davanti a nulla: pur di fare soldi e di raggiungere il Potere.

Una persona molto intelligente, che però non ha voluto usare la sua intelligenza per aiutare gli altri, ma solo per sentirsi ogni giorno più forte.

Ma, secondo me, la vera forza è quella di avere anche la capacità di aiutare chi si trova in situazione di bisogno; tanto più se si è già giunti a un livello di ricchezza che metta al riparo da qualsiasi criticità la nostra esistenza possa riservarci.

Il potere è una febbre che fa dimenticare anche l’ineluttabilità della morte.

Ma, come il Poeta: “quando muti quest’occhi all’altrui core….che parrà di tal voglia?”

Riflessione forse troppo provocante, seppur di profonda verità

Tornando a noi, non sto neanche a riflettere sulla carriera imprenditoriale del Silvio. Troppo complessa e contorta: gente che “ha il pelo sullo stomaco” che combatte con altra gente simile.

Però la Politica dovrebbe almeno portare a qualche atteggiamento più umano: a maggior sensibilità verso la “Polis”, convinti che tale maggiore umanità alla fine renderebbe più ricchi anche noi e anche Lui, almeno spiritualmente, dato che Lo è già economicamente.

Invece no. Anche perché tutte le persone che Gli stanno attorno, certo in modo non disinteressato, continuano a dirgli: “sei il più forte!”; “sei il migliore!”; “ammazzali tutti”; “sarai immortale!”.

E così la sua già irrefrenabile presunzione aumenta ancor più: a dismisura.

Caligola aveva fatto senatore il suo cavallo: qui poco ci manca (parlando di denti equini).

Una persona normale, avrebbe già capito di dover cambiare rotta. Ma lui no.

Avevo già sottolineato in altra riflessione (vedi “Spacciato” del 2011 in questa stessa sessione) come ormai si fosse coperto di ridicolo già allora, all’epoca Tarantini; poi ci sono state altre mille occasioni di ridicolaggine: a partire dal Bunga Bunga in avanti. Ma no. Cosa volete che sia la dignità personale per una persona abituata a ogni tipo di compromesso! Niente. Con i soldi si compra tutto! Anche la Dignità.

Quanti processi! Quante conseguenti leggi “ad personam”!

Falso in Bilancio; Prescrizione; etc. Non riusciamo neanche più a contarle tutte, queste nefandezze di processi e di leggi!

E così siamo arrivati alla fine di un’epoca: si sta avvicinando il momento di “quando muti quest’occhi…”. Nonostante i suoi avversari siano dei perfetti imbecilli: e forse la sua fortuna, il suo successo ventennale sono proprio dovuti a questo. Non ha mai trovato un avversario degno di tale nome.

Brutta età, la senilità.

E così, dato che finalmente i Giudici, a ragione o a torto, sono riusciti a incastrarlo in ben tre gradi di giudizio (per pochi spiccioli, dato che il resto, molto più corposo, è finito naturalmente in prescrizione), ancora non ci crede: va in pubblico a dichiarare “sono innocente!”. Fa la vittima.

Ma quale vittima! Ha sempre fatto solo i suoi interessi personali, che qualche volta, per pura casualità, hanno fortunatamente coinciso con quelli della Polis.

Penso sia ormai giunto alla triste fase di ipnotico autoconvicimento: al mattino, quando si guarda allo specchio, oppure quando accenna a due lacrimucce in pubblico il suo pensiero è uno solo: chi si permette di giudicarmi? Io sono innocente! Anzi: io sono immortale!

…..Siamo alla PAZZIA!!!